
Territorio
Zone Franche Urbane: anche la Puglia tra le ammesse
In un primo tempo la Regione era stata esclusa. Capone: «Accolta la nostra richiesta»
Andria - venerdì 11 ottobre 2013
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Il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato la circolare che ammette alle agevolazioni nazionali anche le Zone Franche Urbane della Regione Puglia. La storia delle Zone Franche Urbane si perde ormai nella notte dei tempi con la Città di Andria direttamente coinvolta (Articolo 1 giugno 2013: resoconto della trafila burocratica). Nel 2006 ci fu l'istituzione delle ZFU, sulla base di un esperimento già condotto in diverse zone dell'Europa. Meno di un anno dopo il Comune di Andria, dopo aver presentato un proprio progetto di ammissione agli strumenti di agevolazioni per incentivare l'impresa ed il commercio, fu tra le 22 città italiane a risultare idonea per caratteristiche progettuali e sociali. La firma a Roma della convenzione da parte dell'allora Sindaco Vincenzo Zaccaro non sortì gli effetti sperati poichè il Governo ritirò la misura che è rimasta congelata sino a pochissimo tempo fa quando si è ricominciato a parlare dello strumento normativo per incentivare gli insediamenti produttivi.
Nel mese di luglio scorso arriva il decreto del Governo: le Zone Franche Urbane si faranno ma sono 33 i comuni ammessi e la Puglia non è contemplata negli incentivi. Le proteste levatesi da tutto il mondo politico ed imprenditoriale riportano attenzione verso il tema e lo scorso 30 settembre, una circolare del Ministero dello Sviluppo dice: «Stante la proposta della Regione di utilizzare per l'attuazione degli interventi lo strumento agevolativo nazionale, il Ministero procederà alla modifica del Decreto, al fine di consentirne l'applicazione anche alle ZFU pugliesi». Le Zone Franche pugliesi destinatarie delle agevolazioni sono quelle individuate nei comuni di Andria, Lecce, Taranto, Santeramo in Colle, Barletta, Molfetta, Foggia, Manfredonia, San Severo, Lucera e Manduria. Potranno beneficiare delle agevolazioni le micro e piccole imprese già costituite e gli studi professionali, purché entrambi siano regolarmente iscritti nel Registro delle imprese alla data di presentazione della domanda. Ciascuna azienda (o studio professionale) potrà avvalersi degli aiuti previsti dal Decreto fino al limite massimo di 200mila euro. Nel caso di imprese attive nel settore del trasporto su strada l'agevolazione non potrà superare i 100mila euro. Le imprese potranno beneficiare di esenzione delle imposte sui redditi, dell'imposta regionale sulle attività produttive e dell'imposta municipale propria; potranno inoltre essere esonerate dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro indipendente.
L'Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Loredana Capone tuttavia spiega con orgoglio ed un pizzico di rabbia: «Il Ministero dello Sviluppo economico ha accolto la richiesta della Regione Puglia. Adesso attendiamo la modifica del decreto che permetterà anche alle nostre undici Zone Franche di essere ammesse allo strumento agevolativo nazionale. Ma le risorse per finanziare questo programma di defiscalizzazione – precisa Loredana Capone – non sono statali ma regionali. La dotazione finanziaria destinata dalla Regione Puglia alle Zone franche urbane ammonta a complessivi 60 milioni di euro a valere sugli Apq (Accordi di programma quadro) 'Sviluppo locale' e 'Aree urbane - città' del Fondo di Sviluppo e Coesione 2007-2013».
Nel mese di luglio scorso arriva il decreto del Governo: le Zone Franche Urbane si faranno ma sono 33 i comuni ammessi e la Puglia non è contemplata negli incentivi. Le proteste levatesi da tutto il mondo politico ed imprenditoriale riportano attenzione verso il tema e lo scorso 30 settembre, una circolare del Ministero dello Sviluppo dice: «Stante la proposta della Regione di utilizzare per l'attuazione degli interventi lo strumento agevolativo nazionale, il Ministero procederà alla modifica del Decreto, al fine di consentirne l'applicazione anche alle ZFU pugliesi». Le Zone Franche pugliesi destinatarie delle agevolazioni sono quelle individuate nei comuni di Andria, Lecce, Taranto, Santeramo in Colle, Barletta, Molfetta, Foggia, Manfredonia, San Severo, Lucera e Manduria. Potranno beneficiare delle agevolazioni le micro e piccole imprese già costituite e gli studi professionali, purché entrambi siano regolarmente iscritti nel Registro delle imprese alla data di presentazione della domanda. Ciascuna azienda (o studio professionale) potrà avvalersi degli aiuti previsti dal Decreto fino al limite massimo di 200mila euro. Nel caso di imprese attive nel settore del trasporto su strada l'agevolazione non potrà superare i 100mila euro. Le imprese potranno beneficiare di esenzione delle imposte sui redditi, dell'imposta regionale sulle attività produttive e dell'imposta municipale propria; potranno inoltre essere esonerate dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro indipendente.
L'Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Loredana Capone tuttavia spiega con orgoglio ed un pizzico di rabbia: «Il Ministero dello Sviluppo economico ha accolto la richiesta della Regione Puglia. Adesso attendiamo la modifica del decreto che permetterà anche alle nostre undici Zone Franche di essere ammesse allo strumento agevolativo nazionale. Ma le risorse per finanziare questo programma di defiscalizzazione – precisa Loredana Capone – non sono statali ma regionali. La dotazione finanziaria destinata dalla Regione Puglia alle Zone franche urbane ammonta a complessivi 60 milioni di euro a valere sugli Apq (Accordi di programma quadro) 'Sviluppo locale' e 'Aree urbane - città' del Fondo di Sviluppo e Coesione 2007-2013».