Liceo classico Carlo Troya
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Vita di città

Referendum, il giudice Guaglione al liceo "Troya" chiarisce la riforma agli studenti

Hanno offerto una dettagliata spiegazione anche i docenti Tiberio Di Bari e Maria Laboragine

Meno due giorni. Il conto alla rovescia per il referendum di domenica 4 dicembre sta ormai volgendo al termine, ed è facile ritenere come una consistente parte dei cittadini non abbia ancora le idee chiare. Forse anche gli innumerevoli dibattiti atti ad avvalorare le ragioni del SI' e del NO hanno contribuito a creare una Torre di Babele maggiore di quanta ce ne fosse già prima. Tra i milioni di cittadini che eserciteranno (tutti, si spera) il sacrosanto diritto di voto, moltissimi saranno i ragazzi freschi di maggiore età che vi si accingeranno per la prima volta. E naturalmente è necessario fornire loro adeguati chiarimenti sul testo costituzionale e la relativa riforma.

Proprio questo è stao l'obiettivo del convegno sul referendum svoltosi nell'auditorium del liceo Carlo Troya di Andria, in favore degli studenti del quinto anno che domenica dovranno compiere una scelta consapevole di fronte a due caselle quadrate di suprema importanza. A istruire i giovani aspiranti al voto sono stati il prof. Tiberio Di Bari, la prof.ssa Maria Laboragine e il dott. Luciano Guaglione, consigliere della Corte di Appello di Bari e autore di prestigiose monografie sul diritto.

Dopo una breve introduzione del dirigente scolastico dell'istituto, il prof. Carlo Zingarelli, la prof.ssa Laboragine si è principalmente soffermata sul carattere storico della nostra costituzione e sull'importanza che essa riveste persino a livello mondiale: "Il referendum costituzionale è un evento che non capita spesso nella vita di un paese: eventi straordinari di carattere politico e sociale come questo offrono la possibilità di trattare temi particolarmente toccanti per i cittadini, come i rapporti istituzionali, quelli tra i cittadini e gli organi di governo, i rapporti di democrazia e di partecipazione attiva. A detta degli esperti di tutto il mondo, la Costituzione italiana è la più bella al mondo e forse anche la più moderna, nonostante una datazione non proprio recente (1 gennaio 1948 l'entrata in vigore). Non è trascurabile il periodo in cui è stata approvata, all'indomani del secondo conflitto mondiale e della caduta del regime fascista. E' stata soprattutto creata da una classe di intellettuali con idee politiche molto diverse, ma queste persone hanno avuto la capacità di pensare anzitutto alle sorti di un paese che versava in uno stato di miseria inimmaginabile. Perciò la nostra costituzione si può definire compromissoria, perchè rappresenta un compromesso tra differenti ideologie di una classe intellettuale veramente fattiva, e ciò le conferisce un carattere universale. E' anche una costituzione rigida, che cioè non si può modificare con una legge ordinaria come accadeva con il vecchio Statuto Albertino. Una costituzione flessibile è meno garantista, invece la rigidità della nostra carta costituzionale serve a cristallizzare nel tempo le libertà in essa stabilite e un regime che sia il più democratico possibile".

Conoscere le peculiarità della riforma di un testo risulterebbe inutile se non si avesse conoscenza delle caratteristiche essenziali del testi basilare: il prof. Di Bari, perciò, si è occupato di ciò che l'attuale costituzione vigente prevede a livello di approvazione delle leggi e di bicameralismo paritario (o perfetto), che "a onor del vero causa inevitabili e piuttosto prolungate tempistiche per l'approvazione di una legge, che deve passare da entrambe le camere. Ma la finalità dei padri costituenti era ben precisa, ossia un doppio controllo; infatti, quattro occhi sono meglio di due". Molto significativa è stata anche la lettura di uno stralcio del discorso di Piero Calamandrei (uno dei padri costituenti) sulla costituzione rivolto ai giovani: "La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l'impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l'indifferenza alla politica". Il passo successivo di chiarimento dettagliato sui cambiamenti della riforma è toccato infine al dott. Guaglione, il quale si è anche espresso in merito ai numerosissimi dibattiti referendari che hanno avuto luogo in televisione: "Nei dibattiti televisivi non ci capisco niente, perchè non si chiariscono i punti cruciali della riforma costituzionale; il che consente ai cittadini di informarsi adeguatamente e di esprimere la propria scelta in maniera adeguata. Molto spesso, invece, si operano solo schieramenti che adducono messaggi a favore o a sfavore dell'approvazione della riforma".
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