Sport
Giancarlo Capelli, detto il Barone: una vita da rossonero
Lo storico della curva sud ripercorre la sua vita da ultrà del Milan. Andria tra le città pugliesi ad avere un grosso numero di tifosi
Andria - sabato 7 settembre 2019
Incontrare Giancarlo Capelli, alias il Barone, allo stadio "Meazza" a Milano, equivale quasi a toccare con mano chi ha partecipato a una buona parte della storia contemporanea del Milan.
71 anni ben portati, quattro figli e nonno, il Barone, capo degli ultrà della Curva sud, così chiamato per il suo modo di vestire, sin dagli anni '70, a San Siro, con doppio petto e cravatta, rappresenta ancora oggi la quintessenza della passione e dell'amore dedicato al tifo rossonero. Oggi ama definirsi uno storico del tifo della mitica curva sud del "Meazza", dove sono presenti tanti pugliesi, uniti da questa grande passione calcistica, nel Club che annovera più tifosi nel mondo: moltissimi sono i club pugliesi, come quelli di Bari, Andria e Cerignola tra i più numerosi.
Il Barone ha iniziato a seguire a "San Siro" la sua squadra del cuore, sin dagli anni '60, iniziando con i distinti dietro la porta della Curva nord. Successivamente, si è aggregato alla Fossa dei Leoni, ha fondato assieme ad altri tifosi la Nobiltà rossonera ed ha iniziato a far parte del Commandos Tigre. In seguito ai fatti di Genoa-Milan del '95 è tornato nelle Brigate rossonere e adesso fa parte di ciò che ha sempre desiderato: un'unica Curva sud Milano, situata nel secondo anello blu del "Meazza".
La vita da ultrà è particolarmente dura -secondo Giancarlo- con regole molto precise sia all' interno che all' esterno della comunità, come quella del Daspo, che riguarda il Barone. Giancarlo ricorda con nostalgia gli anni di presidenza di Silvio Berlusconi, che per il Milan ha acquistato i migliori giocatori del tempo, riuscendo a conquistare ben 29 trofei in un lasso di tempo di poco più di 30anni. Giancarlo non dimentica la vicinanza fisica di Berlusconi alla squadra, per la quale non ha mai lesinato nulla. Sempre in quegli anni, grazie a Berlusconi, il Milan è risultato il Club calcistico che più di tutti è stato sul tetto d'Europa, facendo prima conoscere e poi consolidare l'egemonia rossonera. Non dimentica il periodo, lui che ha accompagnato la squadra in tutte le trasferte, in cui Adriano Galliani proseguì quel gravoso impegno, non lesinando parole di elogio, reputandolo un grande professionista, anche se nell'ultimo periodo di presidenza non ha proseguito in una accorta campagna acquisti calciatori.
Ed il Barone non poteva anche non dedicare qualche suo ricordo a tutti gli allenatori del Milan precedenti ad Arrigo Sacchi, uno tra tutti il mitico Nereo Rocco con il filiale rapporto che lo legava a Gianni Rivera. Tutti i mister hanno sempre optato per portare la squadra in ritiro fuori Milanello, come ad esempio a Vipitieno. Con l'era Sacchi si decise di condurre la squadra in ritiro a Milanello e da allora questa località è diventata il quartier generale del Milan, prima che venisse costruita, sempre nel quartiere di San Siro, la moderna "Casa Milan". A Milanello, nei primi anni dell'era Sacchi, la sicurezza della squadra era affidata proprio agli ultras del Milan.
Tornando ai giorni nostri, non poteva mancare per lo storico della Curva sud, un personalissimo parere sul progetto del nuovo stadio, che dovrebbe realizzarsi sull'area che ospita il vecchio ippodromo. Per il Barone sarebbe molto meglio lasciare così le cose e quindi non costruirlo, concordando dunque con il pensiero di Berlusconi e considerando quindi l'attuale situazione patrimoniale del Club. Non ci vuole molto per comprendere che anche, in cuor suo, abbandonare quel tempio del calcio, riconosciuto a livello internazionale, sarebbe quasi compiere un sacrilegio. Abbandonando i cupi presagi, Giancarlo si rincuora pensando alla nuova società targata Elliot e al futuro della squadra, nonostante qualche dubbio riguardante il mercato. E' molto dispiaciuto, come buona parte dei tifosi del Milan, della vendita del giovane e promettente Patrick Cutrone al Wolverhampton per una cifra complessiva di circa 20-25 milioni (bonus compresi).
Il Barone, prima di lasciarci, tiene a rammentare due concetti:
·il primo è che uno degli obiettivi primari della società resta quello di puntare sui giovani
·il secondo, ormai sempre più difficile da praticare, rispetto ai tempi passati, è riuscire ad instaurare un corretto rapporto tifosi-squadra. Pertanto, sarebbe auspicabile che il Club stabilisca dei giorni, distribuiti nel corso del campionato, nei quali dare la possibilità ai tifosi di visitare Milanello., una occasione in più per cementare quel binomio di passione sportiva e calore umano che dev' esserci in ogni rapporto sociale, in primis sportivo.
Salutiamo Giancarlo Capelli prima di ammirare il Museo di San Siro, dove è conservata la storia della "Scala" del calcio italiano e sono immortalati i momenti più belli della fantastica storia di Club blasonati qual è il grande Milan.
71 anni ben portati, quattro figli e nonno, il Barone, capo degli ultrà della Curva sud, così chiamato per il suo modo di vestire, sin dagli anni '70, a San Siro, con doppio petto e cravatta, rappresenta ancora oggi la quintessenza della passione e dell'amore dedicato al tifo rossonero. Oggi ama definirsi uno storico del tifo della mitica curva sud del "Meazza", dove sono presenti tanti pugliesi, uniti da questa grande passione calcistica, nel Club che annovera più tifosi nel mondo: moltissimi sono i club pugliesi, come quelli di Bari, Andria e Cerignola tra i più numerosi.
Il Barone ha iniziato a seguire a "San Siro" la sua squadra del cuore, sin dagli anni '60, iniziando con i distinti dietro la porta della Curva nord. Successivamente, si è aggregato alla Fossa dei Leoni, ha fondato assieme ad altri tifosi la Nobiltà rossonera ed ha iniziato a far parte del Commandos Tigre. In seguito ai fatti di Genoa-Milan del '95 è tornato nelle Brigate rossonere e adesso fa parte di ciò che ha sempre desiderato: un'unica Curva sud Milano, situata nel secondo anello blu del "Meazza".
La vita da ultrà è particolarmente dura -secondo Giancarlo- con regole molto precise sia all' interno che all' esterno della comunità, come quella del Daspo, che riguarda il Barone. Giancarlo ricorda con nostalgia gli anni di presidenza di Silvio Berlusconi, che per il Milan ha acquistato i migliori giocatori del tempo, riuscendo a conquistare ben 29 trofei in un lasso di tempo di poco più di 30anni. Giancarlo non dimentica la vicinanza fisica di Berlusconi alla squadra, per la quale non ha mai lesinato nulla. Sempre in quegli anni, grazie a Berlusconi, il Milan è risultato il Club calcistico che più di tutti è stato sul tetto d'Europa, facendo prima conoscere e poi consolidare l'egemonia rossonera. Non dimentica il periodo, lui che ha accompagnato la squadra in tutte le trasferte, in cui Adriano Galliani proseguì quel gravoso impegno, non lesinando parole di elogio, reputandolo un grande professionista, anche se nell'ultimo periodo di presidenza non ha proseguito in una accorta campagna acquisti calciatori.
Ed il Barone non poteva anche non dedicare qualche suo ricordo a tutti gli allenatori del Milan precedenti ad Arrigo Sacchi, uno tra tutti il mitico Nereo Rocco con il filiale rapporto che lo legava a Gianni Rivera. Tutti i mister hanno sempre optato per portare la squadra in ritiro fuori Milanello, come ad esempio a Vipitieno. Con l'era Sacchi si decise di condurre la squadra in ritiro a Milanello e da allora questa località è diventata il quartier generale del Milan, prima che venisse costruita, sempre nel quartiere di San Siro, la moderna "Casa Milan". A Milanello, nei primi anni dell'era Sacchi, la sicurezza della squadra era affidata proprio agli ultras del Milan.
Tornando ai giorni nostri, non poteva mancare per lo storico della Curva sud, un personalissimo parere sul progetto del nuovo stadio, che dovrebbe realizzarsi sull'area che ospita il vecchio ippodromo. Per il Barone sarebbe molto meglio lasciare così le cose e quindi non costruirlo, concordando dunque con il pensiero di Berlusconi e considerando quindi l'attuale situazione patrimoniale del Club. Non ci vuole molto per comprendere che anche, in cuor suo, abbandonare quel tempio del calcio, riconosciuto a livello internazionale, sarebbe quasi compiere un sacrilegio. Abbandonando i cupi presagi, Giancarlo si rincuora pensando alla nuova società targata Elliot e al futuro della squadra, nonostante qualche dubbio riguardante il mercato. E' molto dispiaciuto, come buona parte dei tifosi del Milan, della vendita del giovane e promettente Patrick Cutrone al Wolverhampton per una cifra complessiva di circa 20-25 milioni (bonus compresi).
Il Barone, prima di lasciarci, tiene a rammentare due concetti:
·il primo è che uno degli obiettivi primari della società resta quello di puntare sui giovani
·il secondo, ormai sempre più difficile da praticare, rispetto ai tempi passati, è riuscire ad instaurare un corretto rapporto tifosi-squadra. Pertanto, sarebbe auspicabile che il Club stabilisca dei giorni, distribuiti nel corso del campionato, nei quali dare la possibilità ai tifosi di visitare Milanello., una occasione in più per cementare quel binomio di passione sportiva e calore umano che dev' esserci in ogni rapporto sociale, in primis sportivo.
Salutiamo Giancarlo Capelli prima di ammirare il Museo di San Siro, dove è conservata la storia della "Scala" del calcio italiano e sono immortalati i momenti più belli della fantastica storia di Club blasonati qual è il grande Milan.