
Scuola e Lavoro
Diversa gestione degli alunni in presenza, l'associazione "Scuola è Vita" scrive a Regione e Ministero
Il presidente Pietro Lamorte chiede linee guida univoche
Andria - venerdì 16 aprile 2021
Il presidente dell'associazione andriese "Scuola è Vita", Pietro Lamorte, in una lettera indirizzata all'Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e all'Ufficio di Gabinetto del Ministero dell'Istruzione, segnala la diversa gestione degli alunni in presenza, laddove gli stessi superano il numero consentito dalle diverse organizzazioni scolastiche, costrette a spazi insufficienti a garantire il rispetto di ogni normativa anti-covid.
«Abbiamo raccolto - scrive Lamorte - diverse segnalazioni di associati genitori che in una scuola andriese lamentano la creazione di occasionali classi miste, senza che questa decisione sia stata mai condivisa in Consiglio di Istituto, né tantomeno comunicata in nessuna circolare dirigenziale. Nello specifico, nei casi in cui il numero degli alunni in presenza supera il limite consentito, a causa degli spazi insufficienti delle aule, sono stati raggruppati, a rotazione, gli alunni in eccedenza in una classe mista, composta da tutti gli alunni che superano il succitato limite delle diverse classi; per questa e/o più classi miste, i cui componenti cambiano continuamente, è stato assegnato un nuovo insegnante che ogni giorno si rivolge ad una classe diversa.
La preoccupazione dei genitori, da me condivisa, è quella che, seppure solo per alcuni giorni, i figli, in tenerissima età (6 – 10 anni), possano soffrire l'alternanza di un insegnante e di compagni di classe sconosciuti, tra l'altro con l'aggravante di non avere avuto modo di accompagnarli in questo particolare percorso, non avendo mai avuto alcuna comunicazione a riguardo dal dirigente scolastico.
La soluzione che ci sembra più idonea, già praticata da altri istituti di Andria, sarebbe quella di consentire, o imporre, agli alunni in esubero, a rotazione, di rimanere a casa in collegamento telematico, in aggiunta alle famiglie che hanno scelto la DAD ai sensi della ordinanza regionale. Nella consapevolezza che l'unicum pugliese della didattica a domanda ha complicato oltre modo la gestione dei dirigenti scolastici, siamo a sollecitare la emissione di linee guida univoche al fine di ridurre al minimo ogni disagio agli alunni, anche con l'obiettivo di rasserenare i rapporti tra genitori e dirigenti scolastici».
«Abbiamo raccolto - scrive Lamorte - diverse segnalazioni di associati genitori che in una scuola andriese lamentano la creazione di occasionali classi miste, senza che questa decisione sia stata mai condivisa in Consiglio di Istituto, né tantomeno comunicata in nessuna circolare dirigenziale. Nello specifico, nei casi in cui il numero degli alunni in presenza supera il limite consentito, a causa degli spazi insufficienti delle aule, sono stati raggruppati, a rotazione, gli alunni in eccedenza in una classe mista, composta da tutti gli alunni che superano il succitato limite delle diverse classi; per questa e/o più classi miste, i cui componenti cambiano continuamente, è stato assegnato un nuovo insegnante che ogni giorno si rivolge ad una classe diversa.
La preoccupazione dei genitori, da me condivisa, è quella che, seppure solo per alcuni giorni, i figli, in tenerissima età (6 – 10 anni), possano soffrire l'alternanza di un insegnante e di compagni di classe sconosciuti, tra l'altro con l'aggravante di non avere avuto modo di accompagnarli in questo particolare percorso, non avendo mai avuto alcuna comunicazione a riguardo dal dirigente scolastico.
La soluzione che ci sembra più idonea, già praticata da altri istituti di Andria, sarebbe quella di consentire, o imporre, agli alunni in esubero, a rotazione, di rimanere a casa in collegamento telematico, in aggiunta alle famiglie che hanno scelto la DAD ai sensi della ordinanza regionale. Nella consapevolezza che l'unicum pugliese della didattica a domanda ha complicato oltre modo la gestione dei dirigenti scolastici, siamo a sollecitare la emissione di linee guida univoche al fine di ridurre al minimo ogni disagio agli alunni, anche con l'obiettivo di rasserenare i rapporti tra genitori e dirigenti scolastici».