Politica
Di Maio (M5S): «Necessario votare NO a questo referendum di privilegi»
Il vice Presidente della Camera accolto ad Andria da centinaia di attivisti pentastellati
Andria - sabato 29 ottobre 2016
15.30
Spiegare le ragioni del NO al referendum del 4 dicembre e visitare alcune imprese aperte ad Andria grazie al microcredito. Tantissima gente, oltre agli attivisti del Movimento 5 Stelle, ha accolto il vicepresidente della Camera dei Deputati, Luigi Di Maio, ad Andria, tappa del tour svolto in Puglia.
Tante le vicende che vedono impegnato il M5S a livello nazionale ed in quello territoriale. Ad attendere l'esponente pentastellato, i rappresentanti pugliesi del Movimento: da Giuseppe D'Ambrosio, Presidente della Giunta Elezioni della Camera dei Deputati a Grazia Di Bari, consigliere regionale, insieme alla nutrita pattuglia dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Andria.
Nella serata andriese si è discusso non solo delle ragioni del NO da esprimere sulla scheda della prossima consultazione referendaria, ma anche sulle numerose vicende circa la situazione di Andria e della Puglia, dal disastro ferroviario del 12 luglio, allo scandalo tangenti della Sangalli alla situazione alla provincia Bat ed a Palazzo di Città.
Di Maio ha voluto visitare alcune imprese andriesi che hanno potuto aprire la loro attività grazie al microcredito che il M5S ha attivato grazie ai risparmi ottenuti dai tagli alle indennità ed ai compensi dei rappresentanti politici penta stellati. I progetti di Andria sono stati portati a terine dal consigliere comunale, consulente del lavoro, dr. Pietro Di Pilato.
Il vice presidente della Camera dei Deputati ha spiegato come questa legge elettorale, se passasse non solo darebbe molto più potere al presidente del consiglio, non procurando alcun vero taglio ai costi della politica, ma consentirà al nuovo Senato degli Enti locali – che non sarà più elettivo - altri privilegi. Ne faranno parte sindaci e consiglieri regionali, con l'immunità parlamentare.
Di Maio ha voluto quindi rispondere ad alcune nostre domande
Lei è venuto in Puglia per partecipare all'inaugurazione della sala cinema nel reparto di pediatria di un ospedale di Taranto. Che idea si è fatto dell'iniziativa?
«In questo paese i soldi ci sono i soldi per cambiare le cose. Basta tagliarli dalle spese inutili e dagli sprechi. Ad esempio i nostri consiglieri regionali tagliandosi lo stipendio hanno risparmiato 200mila euro in un anno e hanno messo in piedi 15 sale cinema per i reparti negli ospedali pugliesi. Questi non risolveranno i problemi della sanità pugliese, ma servono a comunicare un'idea di Paese in cui si taglia quello che non serve e si investe lì dove serve».
Questa settimana il M5S ha portato in aula un provvedimento per il taglio delle indennità dei parlamentari. I consiglieri regionali pentastellati in Puglia stanno portando avanti una campagna sullo stop ai vitalizi. In entrambi i casi i partiti hanno fatto blocco contro di voi.
«Matteo Renzi cerca di convincerci che per ridurre i costi della politica serva una riforma costituzionale che per approvarla ci sono voluti due anni e un referendum costituzionale. Invece noi sappiamo benissimo che per ridurre i costi della politica bastano delle semplici votazioni in Consiglio Regionale o in Parlamento che durano al massimo 6 ore e non due anni e basta questo per far risparmiare 87 milioni di euro dal dimezzamento degli stipendi dei parlamentari e centinaia di milioni di euro dall'abolizione dei vitalizi. Quindi questi due punti sono fondamentali e rappresentano la prova provata che la riforma costituzionale fa risparmiare molto di meno e non tocca questi privilegi, tant'è vero che la Ragioneria dello Stato ci dice che con questa riforma si risparmieranno al massimo 50 milioni di euro. Noi abbiamo presentato una proposta martedì in aula, che il PD ha bocciato, che fa risparmiare molti più soldi dal dimezzamento delle indennità dei parlamentari».
Questo è uno dei motivi per cui i cittadini italiani dovrebbero dire NO al referendum del 4 dicembre?
«Ci sono tanti motivi, ma uno che li racchiude tutti è che ci stanno fregando. Questa riforma costituzionale la stanno facendo per mandare gente loro in Senato, come consiglieri regionali e sindaci, dargli l'immunità parlamentare, non farli eleggere da nessuno e mettere quelle persone per sempre a guardia di qualunque forza politica voglia tagliare gli stipendi ai parlamentari, voglia fare leggi per aiutare i cittadini e non le solite lobby, voglia fare delle leggi per cambiare questo Paese. Per il SI passa l'immobilismo del Paese, per il NO passa il cambiamento».
A proposito di cambiamenti, ieri c'è stata la votazione sullo statuto del M5S. Com'è andata? Siete soddisfatti del risultato?
«E' andata molto bene. 87Mila votanti e forse una delle votazioni online certificate più grandi della storia e dal nostro punto di vista questa votazione è soddisfacente e permette al Movimento 5 Stelle di andare avanti con le sue regole e con un regolamento più forte, che ci consente di escludere dal Movimento chi non rispetta le regole».
Tante le vicende che vedono impegnato il M5S a livello nazionale ed in quello territoriale. Ad attendere l'esponente pentastellato, i rappresentanti pugliesi del Movimento: da Giuseppe D'Ambrosio, Presidente della Giunta Elezioni della Camera dei Deputati a Grazia Di Bari, consigliere regionale, insieme alla nutrita pattuglia dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Andria.
Nella serata andriese si è discusso non solo delle ragioni del NO da esprimere sulla scheda della prossima consultazione referendaria, ma anche sulle numerose vicende circa la situazione di Andria e della Puglia, dal disastro ferroviario del 12 luglio, allo scandalo tangenti della Sangalli alla situazione alla provincia Bat ed a Palazzo di Città.
Di Maio ha voluto visitare alcune imprese andriesi che hanno potuto aprire la loro attività grazie al microcredito che il M5S ha attivato grazie ai risparmi ottenuti dai tagli alle indennità ed ai compensi dei rappresentanti politici penta stellati. I progetti di Andria sono stati portati a terine dal consigliere comunale, consulente del lavoro, dr. Pietro Di Pilato.
Il vice presidente della Camera dei Deputati ha spiegato come questa legge elettorale, se passasse non solo darebbe molto più potere al presidente del consiglio, non procurando alcun vero taglio ai costi della politica, ma consentirà al nuovo Senato degli Enti locali – che non sarà più elettivo - altri privilegi. Ne faranno parte sindaci e consiglieri regionali, con l'immunità parlamentare.
Di Maio ha voluto quindi rispondere ad alcune nostre domande
Lei è venuto in Puglia per partecipare all'inaugurazione della sala cinema nel reparto di pediatria di un ospedale di Taranto. Che idea si è fatto dell'iniziativa?
«In questo paese i soldi ci sono i soldi per cambiare le cose. Basta tagliarli dalle spese inutili e dagli sprechi. Ad esempio i nostri consiglieri regionali tagliandosi lo stipendio hanno risparmiato 200mila euro in un anno e hanno messo in piedi 15 sale cinema per i reparti negli ospedali pugliesi. Questi non risolveranno i problemi della sanità pugliese, ma servono a comunicare un'idea di Paese in cui si taglia quello che non serve e si investe lì dove serve».
Questa settimana il M5S ha portato in aula un provvedimento per il taglio delle indennità dei parlamentari. I consiglieri regionali pentastellati in Puglia stanno portando avanti una campagna sullo stop ai vitalizi. In entrambi i casi i partiti hanno fatto blocco contro di voi.
«Matteo Renzi cerca di convincerci che per ridurre i costi della politica serva una riforma costituzionale che per approvarla ci sono voluti due anni e un referendum costituzionale. Invece noi sappiamo benissimo che per ridurre i costi della politica bastano delle semplici votazioni in Consiglio Regionale o in Parlamento che durano al massimo 6 ore e non due anni e basta questo per far risparmiare 87 milioni di euro dal dimezzamento degli stipendi dei parlamentari e centinaia di milioni di euro dall'abolizione dei vitalizi. Quindi questi due punti sono fondamentali e rappresentano la prova provata che la riforma costituzionale fa risparmiare molto di meno e non tocca questi privilegi, tant'è vero che la Ragioneria dello Stato ci dice che con questa riforma si risparmieranno al massimo 50 milioni di euro. Noi abbiamo presentato una proposta martedì in aula, che il PD ha bocciato, che fa risparmiare molti più soldi dal dimezzamento delle indennità dei parlamentari».
Questo è uno dei motivi per cui i cittadini italiani dovrebbero dire NO al referendum del 4 dicembre?
«Ci sono tanti motivi, ma uno che li racchiude tutti è che ci stanno fregando. Questa riforma costituzionale la stanno facendo per mandare gente loro in Senato, come consiglieri regionali e sindaci, dargli l'immunità parlamentare, non farli eleggere da nessuno e mettere quelle persone per sempre a guardia di qualunque forza politica voglia tagliare gli stipendi ai parlamentari, voglia fare leggi per aiutare i cittadini e non le solite lobby, voglia fare delle leggi per cambiare questo Paese. Per il SI passa l'immobilismo del Paese, per il NO passa il cambiamento».
A proposito di cambiamenti, ieri c'è stata la votazione sullo statuto del M5S. Com'è andata? Siete soddisfatti del risultato?
«E' andata molto bene. 87Mila votanti e forse una delle votazioni online certificate più grandi della storia e dal nostro punto di vista questa votazione è soddisfacente e permette al Movimento 5 Stelle di andare avanti con le sue regole e con un regolamento più forte, che ci consente di escludere dal Movimento chi non rispetta le regole».