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Politica

Compagni di viaggio: "Analisi politica del risultato di un candidato andriese alle recenti elezioni politiche"

"Le analisi si fanno valutando i dati ed i fatti con grande umiltà, pronti a fare un passo indietro se si partecipa per il bene del progetto e non per se stessi"

L'associazione cittadina "Compagni di viaggio", Grazia Cannone, Gianni Civita, Michele D'Amore, Maria Falcetta, Domenico Fortunato e Riccardo Suriano offrono una "analisi politica del risultato di un candidato andriese alle recenti elezioni politiche che:
- Non è stato un candidato condiviso da molti iscritti, cosa implicitamente ammessa anche dall'interessato (infatti nella votazione interna non si è classificato in posizione utile). A tal proposito una considerazione… cosa c'è di più attendibile del giudizio degli attivisti locali che, più o meno, conoscevano i candidati da anni?
- Non ha elettoralmente sfondato nella sua città
- Non ha raccolto che poco più della metà del risultato 2018, sempre ad Andria
- Non ha preso molti più voti delle comunali di due anni, anzi, ha preso 3500 voti in meno rispetto ai voti presi al ballottaggio, pur confrontandosi con candidati di fuori provincia, un barese ed uno addirittura di Polignano a Mare
- Non ha superato la media regionale, come sempre fatto dal suo partito ad Andria, ma è rimasto al di sotto.
- Non ha fatto molto meglio di quando, alle ultime elezioni regionali, ci fu il crollo elettorale del suo "partito", che prese l'11% a livello regionale ma ottenne praticamente il doppio, cioè il 21% ad Andria, determinando anche il miracolo di riconfermare il consigliere regionale uscente
- Non sembra si sia brillato, in generale, per fair play nei confronti della "compagna di squadra non andriese", quando sono comparse indicazioni di votare un andriese. Del resto la "compagna di squadra", nella sua scheda elettorale, era direttamente abbinata alla candidatura del leader. Non potendosi fare il voto disgiunto sulla stessa scheda, può essere ipotizzato che sia stato fatto un danno elettorale ad entrambi?
- Non è stato riconosciuto da oltre l'80% dell'elettorato andriese, che ha messo il segno solo sul simbolo e non sul cognome. A Canosa, comune amministrato dal suo "partito" per cinque anni, solo il 3% dei votanti hanno barrato il cognome. Si potrebbe quindi supporre che i cittadini abbiano votato il leader a prescindere da chi fosse il candidato? A proposito di Canosa, dato che la scelta del candidato non ha seguito il metodo della indicazione degli iscritti, perché non è stato preso in considerazione, ad esempio, un sindaco uscente che comunque da curriculum ha, almeno una volta, vinto ed amministrato il comune più popoloso, a livello regionale, del "partito"?
Alla luce di tale analisi sul metodo di scelta e sui risultati la questione è:
Dopo la quarta sconfitta elettorale consecutiva, insieme al familiare, verranno riproposti/si riproporranno per la quinta volta gli stessi o si utilizzerà un'altra modalità di scelta, magari un metodo che preveda una ben più ampia valutazione e condivisione da parte degli iscritti?
Le analisi politiche dei risultati si fanno, a nostro avviso, valutando i dati ed i fatti con grande umiltà, pronti a fare un passo indietro se si partecipa per il bene del progetto e non per se stessi.
Del resto, se si copre su di un manifesto il volto del parlamentare uscente, a cui non si è avuta l'umiltà di chiedere un consiglio pur avendo egli vinto due volte, o se si cancellano le foto di propri ex leader ora in disgrazia, cioè se si rinnega il passato, quale tipo di riferimento politico si può essere in futuro per i cittadini?
"Non rinnegare mai a te stesso ciò per cui hai combattuto" diceva Alberto Moravia.
Rimarrà, invece, un atroce dubbio.
Alla luce del notevole risultato conseguito nel limitrofo collegio foggiano, se il candidato fosse stato scelto tra quelli indicati dagli iscritti, quindi ampiamente condiviso dalla base, quale sarebbe stato il risultato finale?"
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