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Scuola e Lavoro

Codytrip: la scuola "Vaccina" di Andria in gita virtuale

Un'esperienza molto formativa all'insegna dell'arte, della cultura, del divertimento e dell'immaginazione

La scuola "Vaccina" di Andria è stata tra i pochi istituti italiani a partecipare al progetto di "Eventbrite…una scuola che non si ferma". Organizzata dai docenti Addolorata Guglielmi, Angela Daniela De Nicolo, prof. Bartoli promotore dell'iniziativa e prof.ssa Di Ruvo, questa iniziativa ha permesso alla scuola di vivere un'esperienza bellissima.

«Per realizzare questo innovativo percorso abbiamo costruito insieme, anche se in luoghi distanti, il contesto educativo. La scuola ha rafforzato ancor di più la sua linfa vitale, - scrive la prof.ssa De Nicolo - quel legame forte che diventa profondo tra studenti e alunni utilizzando strumenti diversi in modo da rendere accattivanti, coinvolgenti e profonde le attività didattiche. Per questo non si è fermata davanti a nulla neanche davanti alla possibilità di far trascorrere una giornata diversa ai propri alunni partecipando a quel momento dell'anno tanto attesto: LA GITA! I confini delle pareti domestiche in cui si svolge la DAD o la DDI vengono abbattuti dalla fantasia creativa.

Ed eccoci qui, in gita verso Torino. Alcune classi della scuola "Vaccina" e i propri docenti hanno partecipato al codytrip, un evento che ha coinvolto le scuole Italiane per permettere ai ragazzi di visitare musei con guide preparate, seguire virtualmente giochi e attività divertenti. Il codytrip è una gita virtuale, all'insegna del coding, dell'arte, della cultura, del divertimento e dell'immaginazione. I ragazzi e i docenti accompagnatori in questa esperienza hanno trascorso una giornata a Torino, città dell'innovazione sostenibile. Le classi coinvolte sono state la 3^B, la 2^ A e la 2^ I.

Abbiamo esplorato la Mole Antonelliana, il Museo Nazionale del Cinema e il Museo Egizio accompagnati da guide d'eccezione, passeggiato per la città apprezzandone la storia, il fascino, la tradizione e la vocazione "smart", eseguito esperimenti, giocato, percorso il Miglio dell'Innovazione e deciso insieme dove trascorrere il tempo libero. Sulla strada di ritorno tappa a Moncalieri con pranzo nel Giardino delle rose del rinomato Castello. Anche gli aspetti logistici e conviviali della gita sono stati simulati per favorire il coinvolgimento. L'esperienza approvata dalla Dirigente Francesca Attimonelli è stata travolgente e indimenticabile. Un'esperienza bellissima in un clima di grande entusiasmo per i ragazzi che hanno avuto la sensazione che la vita, nella sua splendida normalità, ritornerà presto!».

«Abbiamo vissuto momenti difficilissimi. Stiamo combattendo contro il coronavirus. Un periodo nel quale le famiglie - continua la prof.ssa De Nicolo - si sono chiuse tra le mura domestiche, al sicuro. Abbiamo cambiato tutti le nostre abitudini, le abbiamo stravolte: siamo anche rimasti a casa. Non è stato facile, ma è stato necessario per non contagiare e non essere contagiati, per vincere la guerra. Cambiare repentinamente la vita davanti a un nemico pericoloso e invisibile può disorientare e spaventare, ma nessuno di noi ha avuto il tempo per pensare, lo abbiamo dovuto fare e subito. E in questo caos di emozioni, paura, stress servono punti fermi, servono appigli sicuri come la scuola!

Da sempre la tecnologia è stata parte integrante della nostra quotidianità, mezzo di rapida comunicazione, fedele compagna nella risoluzione dei molteplici problemi che dominano le nostre vite. In particolare, in questo periodo difficile in cui regnano solitudine e paura, le tecnologie ci permettono di rimanere in contatto con il mondo, scoprendo le novità riguardo il clima di ansia e preoccupazione che si respirano nelle nostre case, a causa del virus che continua a colpire ogni giorno migliaia di italiani. Restiamo impotenti dinanzi a questa insolita situazione che non riusciamo a pieno ad affrontare. Restiamo rinchiusi in quattro mura, ignari del futuro e delle possibili conseguenze che saremo costretti a subire. Restiamo gelati, bloccati ad osservare ciò che accade senza poter fare nulla per evitarlo se non chiudendo le porte delle nostre case e aspettando che questo incubo finisca. Siamo, d'altra parte, fortunati in quanto viviamo in un' epoca in cui le tecnologie sono il nostro pane quotidiano e ci aiutano a rompere la monotonia, dovuta a queste interminabili giornate.

Pensiamo ai nostri nonni a cui era stato chiesto di andare in guerra: di certo i loro cari non potevano sentirli tutti giorni; si scambiavano di rado qualche lettera non sapendo se mai potesse arrivare, aspettando con ansia una risposta che spesso tardava. Oggi invece, immersi nelle comodità delle nostre case, perdiamo di vista il vero senso di tutta questa situazione, lamentandoci dei "sacrifici" che facciamo, talvolta, infrangendo le regole. Non siamo, infatti, coscienti della fortuna che abbiamo nel vivere assistiti dalle tecnologie. Fermiamoci a riflettere a quanto queste ci aiutino: possiamo comunicare facilmente con i nostri cari, possiamo guardare film, ascoltare musica, navigare sui social e, addirittura, seguire lezioni online. È infatti ciò che negli ultimi mesi stiamo affrontando: ci siamo calati in una nuova esperienza che mai avremmo pensato di poter toccare con mano. Le nostre giornate sembrano quasi tornate alla normalità: ovviamente non andiamo a scuola, è la scuola che entra nelle nostre case. Fortunati è la parola giusta e la buona volontà dei docenti ci aiuta a non perdere di vista i nostri obiettivi, conseguendo gli studi in maniera alternativa.

Il nostro timone in questi lunghissimi mesi di battaglia per il coronavirus è stata la scuola a casa. La nostra vita si è fermata, senza scuola si blocca completamente. Il modo di affrontare le giornate scolastiche è decisamente cambiato, ma il volto di chi ci ha accompagnato è sempre presente e continua ad accompagnarci in un percorso fondamentale della nostra vita. Il calore di chi, come noi, affronta questa situazione con il sorriso e ci aiuta a vivere le nostre giornate più serenamente, nell'attesa del giorno in cui ritorneremo ad abbracciarci. La scuola si è adattata ed è cambiata, correndo velocemente verso il futuro. Scuola non scuola ma pur sempre scuola».
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