
Politica
Centrodestra di Andria: «Amministrazione claudicante e pretenziosa, altro che Bruno bis»
Nota di Luigi Del Giudice, Marcello Fisfola, Donatella Fracchiolla e Nino Marmo
Andria - venerdì 4 aprile 2025
06.30
«Ha iniziato con 20 consiglieri su 32 al suo fianco, l'amministrazione Bruno oltre 4 anni fa. Approvare i provvedimenti con la maggioranza di almeno 17 consiglieri sembrava un gioco da ragazzi. Non ci è voluto molto affinché le lotte intestine al centro sinistra creassero malcontenti e mal di pancia e oggi il Sindaco Bruno non ha più nemmeno il numero minimo per continuare a governare.
Solo il PD, che contava 7 consiglieri compreso il presidente, è cresciuto recuperando dalle liste civiche: Malcangi (da Futura, oggi senza più rappresentanza in Consiglio) e Maiorano e Sgarra (da ABC, oggi dimezzata).
Tra i pochi "fedelissimi" a Giovanna e al proprio mandato elettorale (quantomeno quello del 2020) ci sono proprio quelli che in passato si erano "coerentemente" candidati tra le fila del Centrodestra, come l'attuale capogruppo proprio del PD: Sanguedolce; l'Assessore alle attività Produttive: Troia e i consiglieri di Andrialab: Sinisi e Cannone. E chissà che non ci venga in mente qualcun altro dalle idee politiche cosi sibilline.
Insomma, pochi, confusi, muti e asserviti.
L'ultimo colpo destabilizzante per il sindaco Bruno giunge con l'uscita dalla maggioranza dell'ex capogruppo del PD, unico contraddittore nel dibattito politico nelle aule consiliari e fuori. Da tempo osteggiato dagli stessi suoi "compagni", in seguito alla apertura delle interlocuzioni con il governo centrale, sul rifinanziamento parziale della tangenziale, da parte della sua parte politica, non ci sta e abbandona la maggioranza cittadina. A tal proposito, da parte nostra, non possiamo che ringraziare il Ministro Foti e il Vice ministro Sisto per la ferma trattazione di questa triste vicenda, sulla quale molti dovrebbero tacere. La ragionevolezza ha vinto e siamo soddisfatti.
L'inaccettabile spettacolo dei consigli sciolti anticipatamente per mancanza del numero legale, cui troppe volte sino ad ora abbiamo assistito, non terminerà e continuerà ad essere sempre più la regola e non una (in)tollerabile eccezione. E richiamare le minoranze al principio di responsabilità su provvedimenti non in scadenza (17 debiti fuori bilancio previsti per il prossimo consiglio del 9 cm) vuol dire essere impuniti e continuare a non ammettere che i numeri sono una responsabilità di chi governa!!! Alcuni di noi ricordano bene quando, da sinistra, lasciavano puntualmente l'aula solo alla vista di debiti fuori bilancio da loro stessi prodotti.
Le conseguenze, di una tale gestione, ricadono sulla nostra bistrattata comunità». La nota è a firma di Luigi Del Giudice, Marcello Fisfola, Donatella Fracchiolla e Nino Marmo.
Solo il PD, che contava 7 consiglieri compreso il presidente, è cresciuto recuperando dalle liste civiche: Malcangi (da Futura, oggi senza più rappresentanza in Consiglio) e Maiorano e Sgarra (da ABC, oggi dimezzata).
Tra i pochi "fedelissimi" a Giovanna e al proprio mandato elettorale (quantomeno quello del 2020) ci sono proprio quelli che in passato si erano "coerentemente" candidati tra le fila del Centrodestra, come l'attuale capogruppo proprio del PD: Sanguedolce; l'Assessore alle attività Produttive: Troia e i consiglieri di Andrialab: Sinisi e Cannone. E chissà che non ci venga in mente qualcun altro dalle idee politiche cosi sibilline.
Insomma, pochi, confusi, muti e asserviti.
L'ultimo colpo destabilizzante per il sindaco Bruno giunge con l'uscita dalla maggioranza dell'ex capogruppo del PD, unico contraddittore nel dibattito politico nelle aule consiliari e fuori. Da tempo osteggiato dagli stessi suoi "compagni", in seguito alla apertura delle interlocuzioni con il governo centrale, sul rifinanziamento parziale della tangenziale, da parte della sua parte politica, non ci sta e abbandona la maggioranza cittadina. A tal proposito, da parte nostra, non possiamo che ringraziare il Ministro Foti e il Vice ministro Sisto per la ferma trattazione di questa triste vicenda, sulla quale molti dovrebbero tacere. La ragionevolezza ha vinto e siamo soddisfatti.
L'inaccettabile spettacolo dei consigli sciolti anticipatamente per mancanza del numero legale, cui troppe volte sino ad ora abbiamo assistito, non terminerà e continuerà ad essere sempre più la regola e non una (in)tollerabile eccezione. E richiamare le minoranze al principio di responsabilità su provvedimenti non in scadenza (17 debiti fuori bilancio previsti per il prossimo consiglio del 9 cm) vuol dire essere impuniti e continuare a non ammettere che i numeri sono una responsabilità di chi governa!!! Alcuni di noi ricordano bene quando, da sinistra, lasciavano puntualmente l'aula solo alla vista di debiti fuori bilancio da loro stessi prodotti.
Le conseguenze, di una tale gestione, ricadono sulla nostra bistrattata comunità». La nota è a firma di Luigi Del Giudice, Marcello Fisfola, Donatella Fracchiolla e Nino Marmo.