
Vita di città
Andria festeggia il centenario della Vittoria nella Grande Guerra
Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate presso il Monumento ai Caduti
Andria - lunedì 5 novembre 2018
16.48
Ieri si è celebrato il centenario della Vittoria della Festa dell'Unità d'Italia e delle Forze Armate presso il Monumento dei Caduti di Andria.
Il sindaco di Andria, avv. Nicola Giorgino, accompagnato dal Presidente dell'A.N.F.I. di Andria mar. Riccardo Leonetti, in rigoroso silenzio ha deposto la tradizionale corona d'alloro per commemorare tutti coloro che hanno sacrificato la vita, per l'Unità e la Libertà dell'Italia. Hanno preso parte alla celebrazione le Autorità civili e militari e numerose associazioni combattentistiche e d'armi.
Alla manifestazione era anche presente una delegazione dell'Unione Nazionale Insigniti al Merito della Repubblica Italiana -UNIMRI-, composta dal vice presidente Cav. Nunzio Cafagna, da Benito Cassano, Fedele Di Bari e Vincenzo Lomuscio.
La Santa Messa in suffragio dei Caduti andriesi di tutte le guerre è stata officiata dal Vicario Generale della Diocesi, Mons. Gianni Massaro, che ha salutato le autorità civili, militari e le associazioni combattentistiche convenute. Nel corso della sua omelia, ha affermato: "Celebriamo quest'oggi la giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, la celebriamo in ricordo della fine della prima guerra mondiale. In questa giornata noi vogliamo onorare i nostri Caduti in guerra e tutte le Vittime della violenza nel mondo, vogliamo nel contempo rendere grazie al lavoro continuo delle Forze armate chiamate ad un ruolo sempre più decisivo al servizio della prevenzione della guerra, di mantenimento della pace, di tutela dei più deboli e di promozione di una convivenza serena e pacifica.
Noi oggi ricordiamo la fine di una guerra, ma lo facciamo per parlare di pace, per riflettere sugli ideali di pace e di libertà, per rifiutare totalmente la guerra e la violenza mai pensabili come strumenti per affermare un diritto. Ritengo che la giornata odierna onde evitare che sia solo celebrativa ci apre ad orizzonti ampi. Siamo chiamati a ritrovare il senso cristiano della vita, il valore di scelte e di comportamenti finalizzati al bene altrui, al bene comune e proprio e per far questo vogliamo attingere alla Parola di Dio e alla forza del Sacramento Eucaristico, ecco perché siamo qui questa mattina a celebrare l'Eucarestia. Voglio concludere con un auspicio: che la fede, l'amore, l'altruismo che tanti italiani hanno saputo esprimere nella difesa e per il bene del nostro Paese, possa ancora vivere in noi italiani di oggi, tocca a noi con la grazia di Dio e facendo tesoro di quanto il Signore ci ha detto, fare tutto il possibile per contribuire a costruire una città ed un mondo migliore, mettendo a disposizione del bene di tutti le nostre energie. Sarà questo il modo migliore anche per amare il nostro Dio".
Il sindaco Giorgino dopo aver salutato e ringraziato don Gianni Massaro e per il suo tramite Il Vescovo di Andria Mons. Luigi Mansi, tutte le autorità civili, militari, le associazioni combattentistiche e d'arma, con tutti i presenti convenuti, ha sottolineato: "E' passato un secolo dalla fine della prima guerra mondiale, la Grande Guerra rimasta per intere generazioni simbolo della disumanità che ogni conflitto armato porta.
Il 4 novembre si celebra quindi l'Unità d'Italia e delle Forze Armate. Innanzi tutto eleviamo un commosso ed ossequioso pensiero alla memoria dei Caduti di tutte le guerre, a chi ha dato la vita per un avvenire in cui l'Italia potesse essere finalmente libera, unita, sovrana ed indipendente. Anche quest'anno ci ritroviamo in questo luogo caro alla memoria di tutti noi andriesi e di una comunità ancorata a radici solide e valori forti, nonostante tante storture purtroppo presenti. Una società che non si ferma più a studiare per riflettere il passato, per comprendere il passato e per proiettarsi nel futuro, una società che non fa questo è una società in declino. La riflessione e l'analisi hanno lasciato in questi tempi troppo spazio ai social, ai twitter, ai post, alla rapidità dei messaggi che diventano pietre e dardi lanciati contro tutto e tutti, nuocendo a volte anche a noi stessi. Più letture servirebbero ad aprire la mente e il cuore, sempre, sia alle nuove che alle vecchie generazioni custodi del passato che deve invece essere sempre presente nei nostri ricordi.
Oggi festeggiamo anche e soprattutto le Forze Armate, simbolo di difesa di valori, non improntate all'aggressione ma alla difesa e all'amor proprio. Una tradizione militare, la nostra, che si alimenta nella libertà ed è fatta di ideali comuni, è scuola di comprensione reciproca e di solidarietà per le giovani generazioni che ne devono comprendere l'importanza, la nobiltà e il valore umano e sociale. La profonda umanità del sacrificio, dell'eroismo, della dedizione, sono valori perenni che devono fungere da esempio per noi stessi e per le future generazioni. Non è retorica l'amor patrio, non è retorica rispettare ed omaggiare Forze Armate e le Forze dell'Ordine, non è retorica sventolare il Tricolore e ricordare che in quella bandiera è intriso il sangue di migliaia di ragazzi che hanno combattuto per l'Unità Nazionale e la libertà d'Italia. L' essere liberi sempre, è condizione necessaria per dar vita ad istituzioni democratiche volte alla concordia sociale ed alla crescita della comunità" ha quindi concluso il Sindaco Nicola Giorgino.
La cerimonia si è conclusa con le note struggenti dell'Inno di Mameli, seguito da un grande applauso dei presenti.
Il sindaco di Andria, avv. Nicola Giorgino, accompagnato dal Presidente dell'A.N.F.I. di Andria mar. Riccardo Leonetti, in rigoroso silenzio ha deposto la tradizionale corona d'alloro per commemorare tutti coloro che hanno sacrificato la vita, per l'Unità e la Libertà dell'Italia. Hanno preso parte alla celebrazione le Autorità civili e militari e numerose associazioni combattentistiche e d'armi.
Alla manifestazione era anche presente una delegazione dell'Unione Nazionale Insigniti al Merito della Repubblica Italiana -UNIMRI-, composta dal vice presidente Cav. Nunzio Cafagna, da Benito Cassano, Fedele Di Bari e Vincenzo Lomuscio.
La Santa Messa in suffragio dei Caduti andriesi di tutte le guerre è stata officiata dal Vicario Generale della Diocesi, Mons. Gianni Massaro, che ha salutato le autorità civili, militari e le associazioni combattentistiche convenute. Nel corso della sua omelia, ha affermato: "Celebriamo quest'oggi la giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, la celebriamo in ricordo della fine della prima guerra mondiale. In questa giornata noi vogliamo onorare i nostri Caduti in guerra e tutte le Vittime della violenza nel mondo, vogliamo nel contempo rendere grazie al lavoro continuo delle Forze armate chiamate ad un ruolo sempre più decisivo al servizio della prevenzione della guerra, di mantenimento della pace, di tutela dei più deboli e di promozione di una convivenza serena e pacifica.
Noi oggi ricordiamo la fine di una guerra, ma lo facciamo per parlare di pace, per riflettere sugli ideali di pace e di libertà, per rifiutare totalmente la guerra e la violenza mai pensabili come strumenti per affermare un diritto. Ritengo che la giornata odierna onde evitare che sia solo celebrativa ci apre ad orizzonti ampi. Siamo chiamati a ritrovare il senso cristiano della vita, il valore di scelte e di comportamenti finalizzati al bene altrui, al bene comune e proprio e per far questo vogliamo attingere alla Parola di Dio e alla forza del Sacramento Eucaristico, ecco perché siamo qui questa mattina a celebrare l'Eucarestia. Voglio concludere con un auspicio: che la fede, l'amore, l'altruismo che tanti italiani hanno saputo esprimere nella difesa e per il bene del nostro Paese, possa ancora vivere in noi italiani di oggi, tocca a noi con la grazia di Dio e facendo tesoro di quanto il Signore ci ha detto, fare tutto il possibile per contribuire a costruire una città ed un mondo migliore, mettendo a disposizione del bene di tutti le nostre energie. Sarà questo il modo migliore anche per amare il nostro Dio".
Il sindaco Giorgino dopo aver salutato e ringraziato don Gianni Massaro e per il suo tramite Il Vescovo di Andria Mons. Luigi Mansi, tutte le autorità civili, militari, le associazioni combattentistiche e d'arma, con tutti i presenti convenuti, ha sottolineato: "E' passato un secolo dalla fine della prima guerra mondiale, la Grande Guerra rimasta per intere generazioni simbolo della disumanità che ogni conflitto armato porta.
Il 4 novembre si celebra quindi l'Unità d'Italia e delle Forze Armate. Innanzi tutto eleviamo un commosso ed ossequioso pensiero alla memoria dei Caduti di tutte le guerre, a chi ha dato la vita per un avvenire in cui l'Italia potesse essere finalmente libera, unita, sovrana ed indipendente. Anche quest'anno ci ritroviamo in questo luogo caro alla memoria di tutti noi andriesi e di una comunità ancorata a radici solide e valori forti, nonostante tante storture purtroppo presenti. Una società che non si ferma più a studiare per riflettere il passato, per comprendere il passato e per proiettarsi nel futuro, una società che non fa questo è una società in declino. La riflessione e l'analisi hanno lasciato in questi tempi troppo spazio ai social, ai twitter, ai post, alla rapidità dei messaggi che diventano pietre e dardi lanciati contro tutto e tutti, nuocendo a volte anche a noi stessi. Più letture servirebbero ad aprire la mente e il cuore, sempre, sia alle nuove che alle vecchie generazioni custodi del passato che deve invece essere sempre presente nei nostri ricordi.
Oggi festeggiamo anche e soprattutto le Forze Armate, simbolo di difesa di valori, non improntate all'aggressione ma alla difesa e all'amor proprio. Una tradizione militare, la nostra, che si alimenta nella libertà ed è fatta di ideali comuni, è scuola di comprensione reciproca e di solidarietà per le giovani generazioni che ne devono comprendere l'importanza, la nobiltà e il valore umano e sociale. La profonda umanità del sacrificio, dell'eroismo, della dedizione, sono valori perenni che devono fungere da esempio per noi stessi e per le future generazioni. Non è retorica l'amor patrio, non è retorica rispettare ed omaggiare Forze Armate e le Forze dell'Ordine, non è retorica sventolare il Tricolore e ricordare che in quella bandiera è intriso il sangue di migliaia di ragazzi che hanno combattuto per l'Unità Nazionale e la libertà d'Italia. L' essere liberi sempre, è condizione necessaria per dar vita ad istituzioni democratiche volte alla concordia sociale ed alla crescita della comunità" ha quindi concluso il Sindaco Nicola Giorgino.
La cerimonia si è conclusa con le note struggenti dell'Inno di Mameli, seguito da un grande applauso dei presenti.