In Puglia 4 miliardi e mezzo di euro spesi per il "gioco d'azzardo"

I dati forniti dalla Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici: socio il Comune di Andria. L'usura movimenta in Italia oltre 30 miliardi di euro

martedì 12 marzo 2013 00.01
A cura di Stefano Massaro
Gioco d'azzardo e usura sono due delle piaghe più terribili di questo momento di particolare crisi della società. La crisi economica è superata talvolta anche dalla crisi valoriale e dalle patologie annesse alla possibilità di gioco. In Puglia oltre 4miliardi e mezzo di euro sono stati bruciati in un anno per il "gioco d'azzardo" con una quota del Pil regionale pro capite che è del 6,8 percento con circa 946 euro per ogni cittadino pugliese. Il gioco e la povertà nonchè la crisi economica hanno portato ad un drammatico aumento del ricorso all'usura che ormai, in Italia, ha un giro d'affari di oltre 30miliardi di euro.

I drammatici dati sono stati presentati durante l'assemblea ordinaria della Fondazione Antiusura "San Nicola e Santi Medici" della quale è socio ordinario il Comune di Andria. Gran parte della propria attività, infatti, è stata svolta grazie alle rimesse di sette Diocesi pugliesi, della Provincia di Bari, dei Comuni di Andria, Monopoli e Bari, della Camera di Commercio di Bari e di due banche. Nel 2012 – si legge nella relazione finale – sono state ascoltate oltre 350 persone e famiglie con in più quelle che sono state invitate a rivolgersi alle dodici Diocesi convenzionate. Sempre nel 2012 la Fondazione ha chiuso 361 pratiche bancarie di ristrutturazione del debito di famiglie in difficoltà e sono stati erogati 79 mutui ipotecari per 7,5 milioni di euro. Nel 2012, inoltre, la solidarietà in favore delle vittime di usura ed estorsione è stata espressa dalla Fondazione sia con Fondi Propri per l'assistenza legale, sin dalla fase della denuncia e delle indagini preliminari, sia con la sua costituzione di parte civile nel processo penale: «La decisione di costituirci parte civile ne processi per usura (5 casi già in essere, altri casi sono da formalizzare) – ha commentato Mons. Alberto D'Urso – è sempre molto sofferta ma si è rivelata provvidenziale e in linea con le finalità della solidarietà, dell'educazione, della promozione della legalità e del tutoraggio delle persone che hanno avuto il coraggio della denuncia dei loro 'carnefici'».

In aumento la povertà generale, ma purtroppo si fa ancora poco per la piaga dell'usura: «Non è stato invece rinnovato – come ha lamentato il Presidente della Fondazione Mons. Alberto D'Urso – il bando di concorso della Regione Puglia per l'assegnazione dei contributi antiusura, come negli ultimi quattro anni. Così, il più importante Ente Pubblico locale, attualmente non risulta legato alla Fondazione né da un rapporto di Socio Fondatore, né da un rapporto di semplice partenariato».