Il sorriso “come sternuto dell’intelligenza”: ne ha parlato il professor Brescia alla scuola Vaccina
Partendo dall’analisi di opere d’arte di Leonardo Da Vinci e di altri artisti contemporanei
giovedì 13 febbraio 2020
Martedì 11 febbraio, presso l'auditorium "Ciro Sinisi" della scuola secondaria di I grado "Padre Nicolò Vaccina" di Andria, si è svolto un incontro con il professore Giuseppe Brescia, incentrato sugli archetipi di Leonardo Da Vinci. Ad introdurre il dibattito è intervenuta la dirigente dell'istituto scolastico, professoressa Francesca Attimonelli che partendo dall'analisi di opere d'arte di Leonardo Da Vinci e di altri artisti contemporanei come Paul Klee, ha consentito al pubblico di soffermarsi da un punto di vista ermeneutico, sul "sorriso", quale espressione non solo di gioia, ma "espressione della serena tranquillità di chi domina con la ragione" (P. Adorno).
Il sorriso quindi come filo conduttore tra opere come "Sant'Anna, la Madonna e il bambino con agnello" del 1510; la celebre " Dama con l'ermellino", o la scultura del San Girolamo attribuite a Leonardo. Un sorriso che può essere sia rappresentativo dell'unione tra uomo e natura, come emerge dal sorriso di Monna Lisa – un sorriso che compendia "Il trascolorare delle esperienze e delle percezioni" – , ma che può anche indicare, se si prende in considerazione il San Girolamo, il "compiaciuto raggiungimento della conoscenza delle verità eterne" (Marco Bona Castellotti).
Leonardo quindi "si colloca al vertice della sintesi piena delle inflessioni estetiche del sorriso, come il culmine della scienza universale e della raggiunta consapevolezza dei averne attinto la cifra globale, il nesso cosmico tra le varie forme di natura organica e vivente e tra natura e spirito" Con la sua intensa Lectio, il professore e filosofo Brescia ha fatto sì che si squarciasse, per un breve attimo, il velo che avvolge l'arte, lasciando intravedere la fitta e densa costruzione di senso che sottende alcune delle opere rendendole universali.
Il sorriso quindi come filo conduttore tra opere come "Sant'Anna, la Madonna e il bambino con agnello" del 1510; la celebre " Dama con l'ermellino", o la scultura del San Girolamo attribuite a Leonardo. Un sorriso che può essere sia rappresentativo dell'unione tra uomo e natura, come emerge dal sorriso di Monna Lisa – un sorriso che compendia "Il trascolorare delle esperienze e delle percezioni" – , ma che può anche indicare, se si prende in considerazione il San Girolamo, il "compiaciuto raggiungimento della conoscenza delle verità eterne" (Marco Bona Castellotti).
Leonardo quindi "si colloca al vertice della sintesi piena delle inflessioni estetiche del sorriso, come il culmine della scienza universale e della raggiunta consapevolezza dei averne attinto la cifra globale, il nesso cosmico tra le varie forme di natura organica e vivente e tra natura e spirito" Con la sua intensa Lectio, il professore e filosofo Brescia ha fatto sì che si squarciasse, per un breve attimo, il velo che avvolge l'arte, lasciando intravedere la fitta e densa costruzione di senso che sottende alcune delle opere rendendole universali.