A scuola di anti-corruzione con il prof. D'Ambrosio e il magistrato Giannella. Intervento del prof. Losappio

Presentato il libro "La Corruzione: Attori e Trame" presso il chiostro del Seminario Vescovile

sabato 26 maggio 2018 07.00
A cura di Antonio D'Oria
La corruzione, una "patologia" da combattere in tutte le sue forme. Questa e numerose altre tematiche che imperniano il libro "La Corruzione: Attori e Trame" (Mimesis Edizioni, 2018) presentato ieri sera presso il chiostro del Seminario Vescovile di Andria dagli autori, il prof. Rocco D'Ambrosio, docente di Filosofia politica alla Pontificia università Gregoriana di Roma, e il magistrato Francesco Giannella, procuratore aggiunto a Bari e Coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia.

L'incontro è stato promosso dal Forum di Formazione all'Impegno Sociale e Politico della Diocesi di Andria e Cittadinanza Attiva Minervino, in collaborazione con l'Associazione Cercasi un Fine, la Biblioteca diocesana S. Tommaso d'Aquino di Andria, l'Azione Cattolica della Diocesi di Andria, il Meic, la Caritas diocesana e il Presidio Libera "R. Fonte". La presentazione del libro giunge a conclusione del percorso formativo 2018 promosso dal Forum di Formazione all'Impegno Sociale e Politico di Andria "Work in progress: Cantiere delle idee sul lavoro di oggi e di domani", un ciclo di seminari con esperti e docenti universitari al quale hanno partecipato circa 40 corsisti, sotto la direzione del prof. Rocco D'Ambrosio, Presidente e Direttore delle Scuole di formazione politica dell'Associazione Cercasi un Fine. In occasione dell'incontro, inoltre, è stata anche presentata la mostra fotografica "Il sapere serve solo per darlo" sulla figura del priore di Barbiana don Lorenzo Milani, curata dalla Presidenza Nazionale dell'Azione Cattolica Italiana. La mostra rimarrà presso il Chiostro del Seminario per due settimane.

Ha dialogato con i due autori il prof. avv. Giuseppe Losappio, docente di Diritto Penale presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro", il quale ha presentato il libro come un dialogo, un confronto tra esperienze. Non si tratta di un libro di denuncia, anche se in alcuni passaggi emergono tracce di indignazione, nè di una mera indagine scientifica, ma colpisce soprattutto la ricchezza di riferimenti ad altre opere e la capacità del libro stesso di prestarsi ad approfondimenti. Sono inoltre presenti diverse citazioni dotte, come il messaggio di Papa Francesco "La corruzione non può nulla contro la speranza" e la locuzione dello storico latino Tacito che afferma Corruptissima re publica plurimae leges, ossia "Moltissime sono le leggi quando lo Stato è corrotto". Il prof. Losappio ha inoltre affermato che "la corruzione prolifera dove i cittadini sono distratti".

Il fenomeno della corruzione costituisce una delle prerogative da affrontare per un magistrato, come nel caso del procuratore Francesco Giannella. L'autore dell'opera sostiene appunto che è quotidiano lo scontro di un magistrato con inefficienze, abusi, burocrazia complessa e corrotta. In questo senso, è significativa un'affermazione di Winston Churchill, storico primo ministro britannico, citata dal magistrato Giannella: "Un pò di corruzione è l'olio che serve per far camminare la burocrazia". Secondo il procuratore, una delle problematiche della nostra nazione è un'esagerata proliferazione di leggi e le frequenti contraddizioni in cui spesso cade il legislatore; annose questioni che in passato si è cercato di combattere, ma non si è fatto mai abbastanza. E' dovere dei cittadini pretendere un'inversione di rotta dalla classe politica. Gli autori Giannella e D'Ambrosio propongono nel loro lavoro alcune indicazioni etiche e pratiche, come la semplificazione della burocrazia, la quale deve essere preceduta da una semplificazione normativa. Pur essendo un magistrato, il procuratore Giannella ha dichiarato di essere poco convinto nella soluzione dei problemi attraverso norme sanzionatorie. Riprendendo inoltre la frase di Papa Francesco in precedenza citata, il magistrato aggiunge che la corruzione non può nulla contro l'impegno, un impegno che deve coinvolgere in maniera seria lo Stato e i singoli cittadini. Infine una precisazione sempre a cura del procuratore Giannella: è purtroppo tendenza attuale associare il termine "corruzione" alla parola "mafia"; è necessario combattere anche questa concezione, altrimenti si corre il rischio di ritenere che la corruzione sia un fenomeno troppo potente da estirpare, invece così non è.

Anche il prof. Rocco D'Ambrosio ha posto l'accento su un'idea diffusa nell'immaginario collettivo, affermando che nel linguaggio comune i corrotti e i corruttori sono quelli che rubano. Come spiega l'autore, si tratta di una semplificazione poco esatta, in quanto nel fenomeno della corruzione non si ruba niente dal punto di vista materiale, non ci sono "operai semplici del furto" come i ladri, ma veri e propri professionisti del crimine, menti eccelse. Il prof. D'Ambrosio sostiene inoltre che il nostro approccio alla corruzione è spesso infantile e sprovveduto, al punto che ci caschiamo in pieno senza accorgercene e senza comprenderlo fino in fondo.